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PRESEPE VIVENTE 2018  Valle LavatorioDurante la rappresentazione del Presepe sono evocate alcune antiche "Maleperole" ... ne chiarisco alcune (alla lettera C del vocabolario Pimontese-Italiano)
Cacacauzune, Cacacauzone: timoroso (1700), vigliacco, vile.
Cacacazzo e Cacambrello: rompiscatole.
Cacafaggioli, chahafagioli: così erano detti dispregiativamente i Fiorentini … e cacafoglie i napoletani, un tempo ghiotti di verdura.


Cacamagna, cacamaglia: carcere per la feccia del popolo, dove si mangia e si evacua. O dove si è torturati dalle guardie sino a cacare maglia, denaro (caca-maglia).
Cacapanelle: persona vile. Il Galiani intende con tal parola anche un mascalzone che non può evacuare altro se non il pane che soltanto mangia.
Cacapenziere: equivale a scacciapensieri (il marranzano, o trumba), fannullone, spensierato.
Cacapericule: spericolato.
Caca pezzolle: stracciona. Le pezzolle sono gli stracci. Nel Sarnelli il termine semmenapezzolle.
Caca-zibetto, caca-zebe…

Presepe vivente 2017 (Pimonte - NA - Valle Lavatoio - Frazione Franche

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Presepe vivente 2017
Da Wikipedia. Il presepe vivente (o presepio vivente) è una tradizione cristiana consistente in una breve rappresentazione teatrale che ha lo scopo di rappresentare, con l'impiego di figuranti umani, la nascita di Gesù in una scenografia che viene costruita per ambientare la vicenda della natività. Il primo presepe vivente della storia fu opera di San Francesco d'Assisi, nel borgo di Greccio, presso Rieti,  nel 1233. 
Da allora, la tradizione si diffuse nel resto d'Italia e negli altri Paesi cristiani. Oggi, i presepi viventi sono organizzati pressoché in tutto il mondo occidentale cristiano, non solo cattolico, ma anche da parte di fedeli di altre Chiese. Il periodo in cui vengono svolti è quello delle festività natalizie. Ad organizzare i presepi viventi sono, per lo più, intere città,frazioni (o loro quartieri) e i figuranti sono solitamente loro abitanti. L'ambientazione non è necessariamente quella dell'epoca della nascita di Cris…

Presepe 2016

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Valle Lavatoio Pimonte Presepe Vivente 2016  Fare clic sulla scritta qui sotto FOTO PRESEPE

Presepe vivente 2015

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Presepe vivente 2015
Pimonte (NA)  valle Lavatoio loc. Franche

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PRESEPE

San Michele 2015

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San Michele, “chi come Dio?”, è il capo supremo delle milizie celesti degli angeli fedeli a Dio. Antico difensore della Sinagoga, è patrono della Chiesa Universale che lo invoca nel sostenere la lotta contro le forze del male.  La devozione è presente anche a Pimonte in provincia di Napoli. FOTO DI S. MICHELE
Una leggenda narra che l’Arcangelo scacciò Sant’Angelo a Tre Satana, dai dirupi del picco mentre tentava i due santi (Catello e Antonino): il demone nel Pizzi, fuggire urtò contro una roccia calcarea lasciando la propria impronta. Da qui il nome del luogo "ciampa del diavolo". Nel conosciuto come tramandarsi di questo racconto si nasconde una storica verità: la sconfitta delle reliquie del paganesimo, scacciate dalla diffusione del culto di San Michele, il cui oratorio sovrastava l’antico tempio pagano.
“La lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra Michele e Satana si perpetua incessante nel cuore degli uomini e della natura” (F. Di Capua).

PRESEPE 2014

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Presepe vivente 2014 - Pimonte (NA) valle Lavatoio loc. Franche.

Presepe 2014

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Tammurriata di Pimonte

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Roberto De Simone nel suo libro "Canti e tradizioni popolari in Campania" edito da Lato Side nel 1979, a cura di Giuseppe Vettori, descrive, tra l'altro, la Tammurriata Pimontese.


Questa “tammurriata”, oltre il suo ritmo ed una propria identità melodica, presenta diverse particolarità.
Innanzitutto particolare è la linea melodica del primo cantatore che alterna continuamente il tradizionale impianto di modo maggiore (con i1 quarto grado alterato), ad un modo minore nelle cadenze.


Interessanti sono anche i testi, il primo dei quali si riferisce alla famosa "Fenesta ca lucive", generalmente conosciuta attraverso la ottocentesca e napoletana canzone di fattura melodico-romantica.
Il secondo testo è addirittura la versione autentica di "Spingo1e francesi" alla quale Salvatore Di Giacomo attinse per la sua notissima ed omonima canzone.


Inutile dire che qui i due brani appaiono nello loro più vera luce di testi  emblematici, il cui linguaggio è da rapportarsi…