lunedì 2 gennaio 2017

Presepe 2016

Valle Lavatoio Pimonte
Presepe Vivente 2016 
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mercoledì 7 ottobre 2015

San Michele 2015

San Michele, “chi come Dio?”, è il capo supremo delle milizie celesti
degli angeli fedeli a Dio. Antico difensore della Sinagoga, è patrono
della Chiesa Universale che lo invoca nel sostenere la lotta contro le
forze del male. 
La devozione è presente anche a Pimonte in provincia di Napoli.
 

Una leggenda narra che l’Arcangelo scacciò Sant’Angelo a Tre Satana, dai dirupi del picco mentre tentava i due santi (Catello e Antonino): il demone nel Pizzi, fuggire urtò contro una roccia calcarea lasciando la propria impronta. Da qui il nome del luogo "ciampa del diavolo". Nel conosciuto come tramandarsi di questo racconto si nasconde una storica verità: la sconfitta delle reliquie del paganesimo, scacciate dalla diffusione del culto di San Michele, il cui oratorio sovrastava l’antico tempio pagano.
“La lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra Michele e Satana si perpetua incessante nel cuore degli uomini e della natura” (F. Di Capua).

giovedì 25 dicembre 2014

lunedì 8 dicembre 2014

Tammurriata di Pimonte



Roberto De Simone nel suo libro "Canti e tradizioni popolari in Campania" edito da Lato Side nel 1979, a cura di Giuseppe Vettori, descrive, tra l'altro, la Tammurriata Pimontese.


Questa “tammurriata”, oltre il suo ritmo ed una propria identità melodica, presenta diverse particolarità.
Innanzitutto particolare è la linea melodica del primo cantatore che alterna continuamente il tradizionale impianto di modo maggiore (con i1 quarto grado alterato), ad un modo minore nelle cadenze.


Interessanti sono anche i testi, il primo dei quali si riferisce alla famosa "Fenesta ca lucive", generalmente conosciuta attraverso la ottocentesca e napoletana canzone di fattura melodico-romantica.
Il secondo testo è addirittura la versione autentica di "Spingo1e francesi" alla quale Salvatore Di Giacomo attinse per la sua notissima ed omonima canzone.


Inutile dire che qui i due brani appaiono nello loro più vera luce di testi  emblematici, il cui linguaggio è da rapportarsi sempre al tessuto significativo della tradizione magico-rituale.

Si noti, infatti, specialmente nella versione di "Fenesta ca lucive", il continuo rapporto tra immagini associate alla morte, addirittura al macabro, e le costanti allusioni erotiche nelle interpolazioni.
Infine è da notare anche la considerevole quantità di queste interpolazioni nei canti dove queste, oltre che presentarsi nelle solite forme ottonari (filastrocche o "barzellette"), si presentano addirittura nelle stesse forme endecasillabate dei canti.



mercoledì 8 ottobre 2014